Lo scorzone può essere estivo o invernale. Si tratta di uno speciale tartufo che viene considerato meno pregiato rispetto a quelli che vanno nelle grandi aste, perché presenta delle ruvidità particolari. Il gusto, però, è molto delicato e questo permette di portarlo a tavola anche se non sei un fan del tartufo.

Lo scorzone si raccoglie dalla primavera al 31 agosto. Se sei un esperto di tartufi, ti renderai presto conto che si raccoglie dopo la fine del periodo del bianchetto prima del bianco pregiato. Anche nel sapore, questa varietà è una felice via di mezzo. Possono assaggiarlo anche i bambini e gli scorzoni raccolti a settembre sono i migliori.

Tutto, però, dipende dal territorio. Infatti, ci sono territori dove questa varietà ottiene le caratteristiche migliori in piena estate. Anche la diffusione nel territorio italiano è abbastanza ampia. Mentre ci sono varietà che si trovano solo in una zona specifica, come il tartufo di Norcia, lo scorzone cresce spontaneo e uniforme su tutto il territorio nazionale. Questo ne riduce i costi di trasporto e anche il costo finale.

Come riconoscerlo? Il tartufo si trova in territori fino a 1000 metri di quota, quindi anche nelle zone costiere e marittime in genere. Gradisce terreni di sabbia o di argilla, dove si trovano boschi e pinete. Questi terreni lo vedono spuntare spontaneamente perché trattengono molto bene l’umidità. I più esperti possono trovarlo sotto alberi di:

  • farnia;
  • rovere;
  • faggio;
  • carpino bianco;
  • nocciolo;
  • leccio;
  • pino.

Si trova senza scavare molto e forma dei piccoli fasci per radicarsi sul terreno. Questi aspetti lo rendono facilissimo da riconoscere, anche da chi non è un esperto di tartufi. Per gustarlo, puoi scegliere primi piatti e servirlo poi a scaglie.